La Commissione europea pubblica le linee guida sugli aiuti di Stati a finalità regionale 2014-2020

Il 19 giugno, la Commissione europea ha adottato le linee guida sugli aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo 2014-2020, al fine di sostenere lo sviluppo delle regioni dell’UE più svantaggiate. Le linee guida rientrano in una più ampia strategia per la modernizzazione del controllo degli aiuti di Stato, che mira a promuovere la crescita nel mercato interno, incoraggiando le misure di aiuto più efficaci.

Le linee guida stabiliscono le regole in base alle quali gli Stati membri possono concedere aiuti di Stato alle imprese per sostenere gli investimenti in nuovi impianti di produzione nelle regioni più svantaggiate d´Europa o per estendere o ammodernare le strutture esistenti. Lo scopo ultimo degli aiuti di Stato regionali è quello di sostenere lo sviluppo economico e occupazionale. Le linee guida, pertanto, contengono anche le regole in base alle quali gli Stati membri possono elaborare le “mappe” degli aiuti regionali per identificare in quali aree geografiche le aziende possono ricevere aiuti di Stato regionali e a quale livello (intensità dell´aiuto).

Tali linee guida entreranno in vigore dal 1° luglio 2014. Il Vicepresidente della Commissione e responsabile della Politica di concorrenza Joaquín Almunia ha assicurato, nel corso della conferenza stampa, che «in un contesto di restrizioni di bilancio, gli orientamenti riveduti favoriranno la crescita economica attraverso la promozione di investimenti in progetti che garantiscono un reale valore aggiunto per lo sviluppo regionale dell’UE».

Gli orientamenti sono stati adottati dopo ampie consultazioni con molte parti interessate (Stati membri, autorità regionali e locali, associazioni di categoria, gruppi di interesse, singole imprese e cittadini), con il Parlamento europeo, il Comitato delle Regioni e il Comitato economico e sociale.

Le caratteristiche principali delle nuove linee guida sono:

  • La quota complessiva di regioni, in cui può essere concesso un aiuto regionale, aumenterà dal livello attuale del 46,1% al 47,2% della popolazione dell´UE.
  • Alcune categorie di aiuti saranno esentate dall´obbligo di notifica preventiva alla Commissione. L’Esecutivo si concentrerà sui casi che hanno più probabilità di provocare distorsioni della concorrenza.
  • Gli aiuti di grandi dimensioni saranno oggetto di valutazione approfondita circa il loro effetto di incentivazione, l’aspetto della proporzionalità, il contributo allo sviluppo e gli effetti sulla concorrenza regionale. La Commissione esaminerà tali aiuti in dettaglio per assicurare che siano concessi solo e nella misura in cui sono necessari, garantendo che il denaro pubblico venga speso nel modo più efficiente ed efficace.
  • La Commissione ha deciso di adottare un approccio più rigoroso sugli aiuti per gli investimenti effettuati dalle grandi imprese nelle “aree c”. Secondo la Commissione, la concessione di aiuti in un contesto in cui una grande azienda avrebbe investito in ogni caso in quella determinata area, porterebbe a uno spreco del denaro dei contribuenti, creando distorsioni della concorrenza nel mercato unico con effetti dannosi sulla crescita. Pertanto, gli aiuti alle grandi imprese in queste aree (anche per imprese già presenti nel territorio) saranno consentiti solo per investimenti che portino nuove attività economiche, per gli investimenti iniziali, per la diversificazione delle strutture già esistenti che creino nuovi prodotti o un’innovazione nei processi. Nelle regioni più povere (regioni al di sotto del 75% della media del PIL dell´UE) gli aiuti continueranno a essere concessi per tutti gli altri tipi di investimenti effettuati dalle grandi imprese.
  • Nelle regioni ultraperiferiche e nelle zone scarsamente popolate, è mantenuta - e semplificata - la possibilità per gli Stati membri di concedere aiuti.
  • I massimi livelli di aiuto (cd. "intensità di aiuto") rimangono invariati per le regioni meno sviluppate. Per le altre regioni, l’intensità è leggermente ridotta di 5 punti percentuali per evitare gare di sovvenzioni fra gli Stati membri in tempi di ristrettezze di bilancio.
  • Sono rafforzate le disposizioni anti-delocalizzazione e non saranno ammessi gli aiuti regionali che permettono a un’attività simile a una già esistente di trasferirsi all´interno dello Spazio economico europeo (See).
  • Per aumentare la trasparenza e la responsabilità, gli Stati membri saranno tenuti a pubblicare su internet quanti aiuti regionali concedono e a chi. 

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