Copyright, portabilità dei contenuti online e vendita online di contenuti digitali e beni materiali

Mercoledì 9 dicembre, la Commissione europea ha annunciato una serie di proposte  legislative che si pongono nel solco del processo di attuazione della Strategia per il Mercato Unico Digitale, pubblicata lo scorso maggio.

In tema di copyright è stata presentata una proposta di regolamento sulla portabilità transfrontaliera dei contenuti online, al fine di consentire ai cittadini dell'UE che si spostano in un altro Stato membro di continuare ad accedere ai contenuti digitali che hanno acquistato o per i quali hanno sottoscritto un abbonamento nel proprio paese di origine. La portabilità transfrontaliera dei contenuti online dovrebbe diventare realtà nel 2017, in concomitanza con l’abolizione del roaming.

Alla proposta si affianca un piano d’azione sulla revisione del quadro normativo dell'UE per il diritto d'autore, che getta le basi per proposte legislative e iniziative politiche da adottare nel primo semestre del 2016, tenendo conto delle osservazioni emerse da una serie di consultazioni pubbliche.

Il piano d'azione della Commissione si fonda su quattro pilastri complementari di pari importanza, che mirano a definire una visione a lungo termine per il diritto d'autore nell'UE:

·         Un più ampio accesso ai contenuti in tutta l'UE:

Gli utenti potranno fruire dei contenuti online ai quali hanno accesso nel proprio paese anche quando viaggiano nell'UE, senza alcuna differenza. La Commissione intende migliorare la distribuzione transfrontaliera dei programmi televisivi e radiofonici online (tramite la revisione della direttiva sulla trasmissione via satellite e via cavo) e facilitare la concessione di licenze per l'accesso transfrontaliero ai contenuti. Il piano d'azione prevede lo sviluppo di strumenti innovativi, quali un "aggregatore europeo" di portali di ricerca online e "piattaforme per la concessione delle licenze" per promuovere la distribuzione dei film disponibili soltanto in pochi Stati membri.

·         Eccezioni alle norme sul diritto d'autore per una società inclusiva e innovativa

 La Commissione intende rivedere le norme UE perché sia più semplice per i ricercatori utilizzare le tecnologie di "text mining e data mining" per l'analisi di grandi insiemi di dati. Inoltre, valuterà la necessità di ridurre l'incertezza giuridica in tema di « libertà di panorama ».

·         Un mercato più equo

La Commissione valuterà se i benefici derivanti dall'utilizzo online delle opere protette dal diritto d’autore sono equamente ripartiti esaminando il ruolo dei servizi di aggregazione delle notizie. La Commissione valuterà inoltre la necessità di soluzioni a livello UE per rafforzare la certezza giuridica, aumentare la trasparenza e garantire un maggiore equilibrio nel sistema che disciplina la remunerazione degli autori e degli interpreti ed esecutori, tenendo conto delle competenze dell'Unione e di quelle nazionali.

·         Lotta contro la pirateria

La Commissione lavorerà su un quadro europeo per "seguire la traccia del denaro" e tagliare i flussi finanziari verso le imprese che traggono profitti dalla pirateria, con l’obiettivo di raggiungere un accordo che coinvolga tutti gli stakeholder entro il 2016. La Commissione ha inoltre avviato oggi una consultazione pubblica sulla valutazione e modernizzazione del quadro normativo esistente in materia di enforcement dei diritti di proprietà intellettuale.

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Al contempo, la Commissione ha adottato due proposte di direttiva: una sulla fornitura di contenuti digitali e una sulla vendita online di beni tangibili.

Gli obiettivi delle proposte sono l’eliminazione degli ostacoli che limitano le potenzialità del commercio elettronico e la semplificazione nel frammentato quadro legislativo del diritto contrattuale dei consumatori.

La Commissione desidera garantire un livello più elevato di tutela ai consumatori e una più ampia scelta di prodotti a prezzi più competitivi.

Le imprese saranno in grado di fornire contenuti digitali e vendere beni online a consumatori di tutta l’UE sulla base del medesimo corpus di norme contrattuali. Con un quadro normativo unico valido in tutta l’UE, un’impresa potrebbe risparmiare fino a 243.000 euro se desiderasse operare in tutti gli altri Stati Membri.

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