Relazione sulla competitività europea 2014 "Aiutare le imprese a crescere"

L’11 settembre 2014, la Commissione europea ha pubblicato, come ogni anno,  il rapporto sulla competitività industriale europea, al fine di fornire utili indicatori che possano guidare la formulazione delle politiche europee. 

Dal rapporto emergono una serie di punti di forza competitivi dell’industria manifatturiera europea che dovrebbero essere utilizzati come leva per promuovere la crescita economica, nonostante la difficile congiuntura economica.

Per far sì che la crescita non ristagni, tuttavia, l’UE e gli Stati membri hanno urgente bisogno di affrontare una serie di questioni problematiche, a cominciare dalla mancanza di investimenti, l’accesso limitato ai finanziamenti, gli elevati prezzi dell’energia e l’inefficienza della pubblica amministrazione. Sono soprattutto le piccole imprese a riscontrare le maggiori difficoltà ad ottenere prestiti bancari o ad internazionalizzarsi.

Il Commissario europeo responsabile per l'Industria e l'imprenditoria Ferdinando Nelli Feroci si è in particolare soffermato su ostacoli quali i prezzi dell’elettricità e gas,  più consistenti rispetto ad altre economie, sugli incerti rapporti tra imprese e pubblica amministrazione.  

Esaminando le performance di ogni Stato membro, questi possono essere suddivisi in quattro gruppi:

  • gli Stati membri con competitività elevata e in miglioramento: Paesi Bassi, Germania, Danimarca e Irlanda;
  • gli Stati membri con competitività elevata, ma in ristagno o in calo: Belgio, Regno Unito, Austria, Francia, Italia, Lussemburgo, Svezia e Finlandia;
  • gli Stati membri con competitività modesta ma in miglioramento: Estonia, Lettonia, Lituania, Spagna, Repubblica ceca, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Grecia;
  • gli Stati membri con competitività modesta e in ristagno o in calo: Slovenia, Bulgaria, Croazia, Malta e Cipro.

I risultati delle relazioni serviranno come base per la discussione del Consiglio Competitività del 25-26 settembre 2014 e nelle raccomandazioni della Commissione agli Stati membri in materia di bilancio e di politiche di riforma strutturale durante il semestre europeo.

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