Digital Scoreboard 2014

Secondo il “Digital Scoreboard 2014” della Commissione europea, l’UE sarebbe sulla buona strada per raggiungere 95 dei 101 obiettivi dell’Agenda digitale per l’Europa entro il 2015.

Le offerte di lavoro nel settore delle tecnologie dell'informazione aumentano sette volte più rapidamente rispetto ad altri settori dell'economia, ma l'Unione europea manca di specialisti, come programmatori e analisti di dati.

Ciò - secondo il Digital Scoreboard  - rischia di creare un gap tra domanda e offerta di lavoro  nell’UE nel periodo 2015-2020.  Il report sarà presentato agli Stati membri in occasione del Consiglio Telecomunicazioni, che si riunirà a Lussemburgo, il 6 giugno .

Nel complesso, quasi il 50% della popolazione ha competenze digitali insufficienti in Europa. Questo divario di competenze è particolarmente significativo in Italia, Grecia, Bulgaria e Romania, dove il 40% della popolazione è “analfabeta” dal punto di vista digitale.

Tuttavia, lo scoreboard registra alcuni progressi. Le “buone notizie” possono essere così sintetizzate:

  • Aumenta l’uso regolare di Internet: dal 2010 a oggi la percentuale di chi usa Internet almeno una volta alla settimana è passato dal 60% al 72%. I miglioramenti più significativi si sono avuti in Grecia, Romania, Irlanda, Repubblica ceca e Croazia, mentre i migliori risultati in assoluto (più del 90% di utilizzatori) si registrano in Danimarca, Svezia, Paesi Bassi e Lussemburgo.
  • Notevoli progressi per i gruppi svantaggiati: negli ultimi quattro anni l’uso di Internet da parte dei disoccupati, dei meno istruiti e delle persone più anziane è balzato dal 41% al 57%.
  • I non utilizzatori diminuiscono di un terzo: il 20% degli abitanti dell’UE non ha mai usato Internet (dato in diminuzione di un terzo rispetto a quattro anni fa).
  • Siamo sempre più numerosi a fare acquisti online: oggi il 47% dei cittadini europei fa acquisti su Internet, in aumento di dieci punti sul dato del 2009.
  • L’accesso è garantito. Oggi il 100% degli europei ha accesso alla banda larga, generalmente con la possibilità di scegliere fra modalità diverse (fibra, cavo, ADSL o accesso mobile 3G/4G). Tecnologie di banda larga veloce: la disponibilità di banda larga mobile 4G è balzata dal 26% al 59% in un anno. L’accesso a Internet a velocità di almeno 30 Mbps su linea fissa raggiunge il 62% della popolazione dell’UE, rispetto al 54% un anno fa e al 29% nel 2010. La banda larga veloce raggiunge almeno il 90% delle famiglie in Belgio, Danimarca, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi e Regno Unito.

Per quanto riguarda le infrastrutture ad alta velocità, la copertura internet nelle zone rurali rimane la “pecora nera” dell’Agenda digitale: anche se la copertura complessiva è migliorata, solo il 18% delle famiglie che vivono in aree rurali ha accesso alla banda larga.

La Commissione europea lamenta inoltre il limitato numero di PMI che vendono online (solo il 14% delle imprese) e il basso grado di soddisfazione degli utenti con riferimento ai servizi pubblici online.

Quanto all’Italia, dal report emerge un ampliamento del gap digitale fra il nostro Paese e i principali paesi dell'Unione europea. In Italia appena il 56% delle persone usa internet almeno una volta alla settimana, ben al disotto della media UE, solo il 54% si collega alla rete ogni giorno contro il 62% del resto d'Europa, il 34% dei nostri concittadini non ha invece mai usato il web rispetto al 20% della media registrata nell'Unione.

Secondo i dati diffusi dall'Esecutivo europeo, il dato che rischia di far restare al palo l'Italia nella corsa intrapresa in Europa dalla internet economy è quello relativo alle competenze digitali. Nel 2012, il 60% degli italiani aveva competenze digitali basse o nessuna rispetto al 47% della media UE. Le persone svantaggiate, ossia cittadini fra i 55 ed i 74 anni, con basso tasso di istruzione e disoccupati, pensionati o inattivi, in Italia sono al di sotto della media UE sulle alte qualifiche digitali. All'interno della forza lavoro, inoltre, il 50% degli italiani occupati ha competenze digitali basse o nulle, contro il 39% della media UE. La quota di specialisti italiani di Ict sul totale degli occupati è pari al 2,4% nel 2012, vicina alla media UE del 2,8%.

Appena il 21% dei nostri concittadini usa servizi di e-Government e solo il 5% delle piccole e medie imprese è approdato in rete e vende online rispetto al 14% delle piccole aziende europee. Appena il 16% delle grandi aziende italiane è attiva sul web (35% media UE) ed il 20 % degli italiani ha acquistato nel 2013 beni o servizi online, ben al disotto della media UE del 47%.

Sul fronte della banda larga, l'UE rileva che in Italia la banda larga fissa copre il 99% delle case rispetto al 97% della media UE a fine 2013, un dato che scende all'88% nelle zone rurali. Allo stesso tempo, l'accesso di nuova generazione in grado di fornire almeno 30 Mbps in download è disponibile per il 21% delle case (62% nell'UE), il 68% delle famiglie ha un abbonamento a banda larga (76% media UE). La quota di connessioni ad alta velocità (pari almeno a 30 Mbps) è stato inferiore alla media UE, 1% contro il 21% dei Paesi dell'Unione.

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