Valutazione annua dell’Agenda digitale per l'Europa

Il 12 giugno, la Commissione europea ha pubblicato i dati di valutazione annua dell’Agenda digitale e dei progressi compiuti in questo campo a livello europeo e nazionale. In particolare, sono state analizzate le 78 azioni previste dall’Agenda digitale per la Commissione e le 23 azioni previste per gli Stati membri. La relazione si basa sui dati del 2012.

Finora la Commissione ha portato a termine 55 azioni previste dall’Agenda digitale, mentre 10 di esse sono o rischiano di essere in ritardo. Si prevede che le altre 36 azioni, di cui sono responsabili rispettivamente la Commissione o gli Stati membri, saranno completate entro i termini.

Secondo quanto si legge nel comunicato stampa della Commissione, i cittadini europei dispongono ormai di reti e servizi digitali di base, ma i problemi esistenti nel settore europeo delle telecomunicazioni e sui mercati del digitale impediscono loro di beneficiare pienamente dei principali vantaggi della rivoluzione digitale in atto. Per tale ragione, nel corso di quest’anno la Commissione adotterà proposte di provvedimenti concreti rispondendo anche all’invito del Consiglio europeo di marzo creare un mercato unico delle telecomunicazioni. (A tal proposito, segnaliamo che il 17 giugno, si terrà, presso la Commissione europea, uno scambio di opinioni sul mercato unico delle Telecomunicazioni alla presenza della commissaria UE per l’Agenda digitale Neelie Kroes).

In conferenza stampa, Neelie Kroes ha dichiarato che dai dati odierni emerge con chiarezza che il problema principale di quest’anno è stata la mancanza di investimenti nelle reti ultraveloci e che ancora non esiste un vero mercato unico delle telecomunicazioni. «Il problema – ha aggiunto - è chiaro e altrettanto chiara sarà la nostra risposta, ovvero un pacchetto di misure per il mercato unico delle telecomunicazioni.»

Per quanto riguarda in particolare l'Italia, dall’analisi della Commissione emerge soprattutto la bassa adozione di banda larga fissa e la scarsa disponibilità di accesso a reti di nuova generazione. La quota di connessioni ad alta velocità (almeno 30 Mbps) è significativamente inferiore alla media europea. L'Italia dovrebbe inoltre incrementare gli investimenti in infrastrutture, al fine di aumentare la disponibilità di banda larga ad alta velocità.

Qui di seguito alcuni dati evidenziati nella valutazione dell’Agenda digitale della Commissione europea:

Progressi nella diffusione di internet:

  • La banda larga di base è presente praticamente ovunque in Europa – le connessioni via satellite sono migliorate e contribuiscono a collegare il 4,5% della popolazione che non ha accesso alla banda larga di base su rete fissa
  • La banda larga veloce raggiunge oggi la metà della popolazione – il 54% dei cittadini dell’Unione dispongono della banda larga a velocità superiore a 30 Mb/s
  • L’accesso a internet è sempre più mobile – il 36% dei cittadini dell’Unione si connette a internet a partire da un computer portatile o da un dispositivo mobile (l’accesso a partire da cellulari è passato dal 7% del 2008 al 27% nel 2012). Nel giro di un solo anno è triplicata la copertura della telefonia mobile di quarta generazione (LTE) che è passata al 26%.

Aspetti problematici

  • Solo il 2% delle famiglie è abbonato alla banda larga ultraveloce (sopra i 100 Mb/s), ben al di sotto dell’obiettivo del 50% entro il 2020.
  • La metà dei cittadini dell’UE possiede competenze digitali scarse o inesistenti – nell’ultimo anno non è migliorato né il numero né il livello delle competenze degli utenti di TIC. Il 40% delle imprese che assumono o cercano di assumere specialisti informatici hanno difficoltà e si prevede che il numero di posti vacanti per specialisti nelle TIC continuerà a crescere per raggiungere ben 900.000 posti entro il 2015.

Altri dati

  • La percentuale di cittadini dell’UE che non hanno mai usato internet è ormai in costante calo (è scesa di 2 punti percentuali al 22%)
  • Il 70% della popolazione oggi usa internet regolarmente almeno una volta la settimana, contro il 67% dell’anno scorso
  • Nel 2012 i prezzi del roaming sono scesi, almeno di 5 centesimi di euro, soprattutto dopo l’adozione del regolamento sul roaming del 1° luglio 2012
  • Il commercio elettronico è in costante crescitama non a livello transfrontaliero – il 45% dei cittadini usa internet per comprare beni e servizi (con un leggero incremento rispetto al 43% di un anno fa), ma ben pochi comprano all’estero
  • La maggior parte delle imprese e dei cittadini usa i servizi dell’amministrazione in linea – si tratta dell’87% delle imprese, mentre per i cittadini la percentuale è salita al 44% rispetto all’anno scorso
  • Le spese per la ricerca sono leggermente aumentate nonostante i vincoli di bilancio. Gli investimenti pubblici in R&S nel settore delle TIC sono aumentati dell’1,8%, ossia di 122 milioni di euro, per arrivare a 6,9 miliardi di euro.

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